Quando rinnovare un prestito delega?

Il prestito con delega si sottoscrive con le stesse modalità di una cessione del quinto – tanto che prende anche il nome di prestito con doppio quinto. In parole povere il finanziamento è rivolto ai lavoratori dipendenti di vario genere, che pongono come garanzia il proprio stipendio e il TFR accantonato fino al momento della sottoscrizione. Nel caso del prestito delega c’è bisogno dell’autorizzazione del datore di lavoro, che provvederà mensilmente a pagare le rate mensili trattenendo il denaro necessario dallo stipendio del richiedente – mentre con la cessione del quinto il datore non ha scelta. Ogni rata ha un valore inferiore o pari al 40 % dello stipendio del richiedente al netto (20 % nel caso della cessione del quinto), e il rimborso ha una durata massima di 120 mesi. Tuttavia è possibile rinnovare il prestito delega, e nelle righe seguenti vedremo come e perché farlo. Per avere invece ulteriori informazioni sui prestiti con delega in generale è possibile consultare il sito internet https://iprestiticondelega.it, in particolare si veda l’articolo sui prestiti delega con doppio quinto.

Se abbiamo bisogno di ulteriore liquidità possiamo rinnovare tale finanziamento. Anziché sottoscrivere un ulteriore finanziamento è possibile avviare una proroga di quello che già stiamo pagando – ovvero il doppio quinto. Nel dettaglio possiamo farlo in due tempi:

      Prima che siano trascorsi 60 mesi. Se il piano di ammortamento originale dura meno o un massimo di 5 anni (60 mesi) è possibile rinnovare il patto, e dilatare i tempi di restituzione fino a 120 mesi (10 anni). Questo tipo di rinnovo è semplice da ottenere.

      Una volta trascorsi i 60 mesi. Per accedere a questa soluzione dovremo aver pagato regolarmente tutte le rate del prestito subite fino a quel momento, e devono esserci i presupposti per poter ottenere nuovamente credito (ovvero il reddito mensile del debitore deve essere elevato). Inoltre si può sottoscrivere il rinnovo solo se il beneficiario ha saldato almeno un 40 % del debito originario.

La richiesta di un rinnovo può essere declinata nel caso in cui:

      Il datore di lavoro non dà il suo via libera;

      Il richiedente ha un’età troppo prossima alla pensione;

      Il beneficiario ha subito protesti.